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COMO - Chiesa di San Giacomo

Facciata della chiesaLa chiesa di San Giacomo, un tempo dedicata a San Maurizio, sorse verso la fine del XI secolo o inizio XII su un’area occupata da mura romane dell’età repubblicane e fu, fino ai primi del Cinquecento, la più maestosa tra le chiese comasche.

Il primo documento in cui si cita la chiesa di San Giacomo è del 1144.

Ricostruzione dell'alzato della chiesa originariaPianta della chiesa
L’edificio originale era lungo sei campate più dell’attuale e il suo fronte, con due campanili gemelli in facciata, includeva un pronao a tre aperture incorniciato da un altro arcone e giungeva sino all’allineamento del muro intermedio del Broletto.

I campanili avevano nella parte più bassa lesene ed archetti, superiormente bifore e quindi trifore.
Il nartece, secondo la consuetudine medievale serviva per i catecumeni ed i penitenti durante le celebrazioni.

Verso la metà del XIII secolo le lotte che interessarono Como causarono gravi danni alla chiesa di San Giacomo, che si andò sempre più degradando e venne usata sempre meno dalla comunità comasca.
Il decadimento dell’edifico portò, nel 1580 circa, all’abbattimento delle sei campate iniziali e venne ricostruita la facciata per chiudere la rimanente parte in corrispondenza di meno della metà della sua lunghezza originale.
Solo il nartece anteriore, separato dal resto della chiesa, fu risparmiato e poi adibito ad abitazione privata; durò fino al 1928 quando, fra le polemiche, venne definitivamente distrutto.
Attualmente, quindi, rimane poco della struttura originale della chiesa.
Nei primi del Novecento e verso il 1970 vennero realizzati i restauri che hanno riportato alla luce i tratti romanici di questo monumento medievale.

La decorazione in facciataLa facciata barocca, come si presenta oggi, è opera dell’architetto Giovanni Antonio Piotti da Vacallo, che la progettò, nel 1585, a capanna con finestrone superiore e decorazione pittorica dell’intonaco nei toni dell’ocra.

La chiesa ha pianta a croce latina è a tre navate absidate, suddivise da archi a tutto sesto sostenuti da colonne di marmo con capitelli cubici, tiburio ottagonale, abside maggiore scandita da sette nicchie, mentre le absidi minori sono scavate all’interno dello spessore murario.
La volta è a crociera, il transetto è coperto da una cupola ottagonale, mentre i bracci trasversali della pianta a croce latina terminano con una copertura a semi-ottagono.

L’abside, ornata all’esterno da una galleria semicircolare a sette arcate in cui si aprono le tre monofore che danno luce al coro interno, è incorporata negli edifici retrostanti la chiesa.

All’interno della chiesa si trovano la statua settecentesca di S. Anna che insegna a leggere a Maria, i dipinti di Frà Emanuele da Como con "Crocifissione e Santi", "Pietà e Santi", un "Santo Vescovo", un altare con "Crocifissione e San Filippo Neri", di Francesco Torriani ma in passato attribuita al Montalto e un "Eterno Padre".

L’abside destra conserva un "S. Giuseppe con Bambino e S. Giovannino", di G.Battista Pittoni, del 1740 circa, mentre nel catino dell’ abside maggiore l’affresco della "Pentecoste".
Nel transetto, è raffigurata la “Deposizione con santi francescani”, assegnabile ad Ercole Procaccini il Giovane.

 

Pianta della chiesa tratta da: B. Fargnoli, I monumenti religiosi comaschi, Graficop, Como, 1995




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