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GALLIANO
Chiesa di San Vincenzo

Battistero di San Giovanni Battista

Il complesso basilicale di GallianoIl complesso romanico di Galliano, d'origine paleocristiane, composto dalla Basilica di San Vincenzo e dal Battistero di San Giovanni, è il monumento di maggior rilievo artistico del territorio canturino.
Ariberto da Intimiano, arcivescovo di Milano, lo consacrò nel 1007.

 

Chiesa di San Vincenzo

Pianta della chiea di San Vincenzo
La basilica nasce in periodo paleocristiano, nel V sec. d.C., come edificio sacro ad aula unica e subisce delle modifiche dal V all' XI secolo, quando si rese necessario il suo ampliamento e si aggiunsero due navate minori, aprendo delle arcate per collegarle alla chiesa esistente ed al campanile.

Facciata della chiesaNel 1007, per volontà di Ariberto d’Intimiano, si consacrò la chiesa, che aveva intanto raggiunto l'aspetto attuale. In questa occasione fu demolita l’abside maggiore della chiesa, sostituendola con una più grande all’interno della quale fu collocato il presbiterio, rialzato rispetto all’aula dei fedeli e raggiungibile tramite una scala in pietra, furono affrescate le pareti e creata la cripta.

Galliano dopo i restauri di inizio NovecentoLa situazione del complesso inizia a degradare dal '400 alla fine del '500 perchè i canonici si trasferiscono, prima volontariamente poi ufficialmente, in base alla decisione del Cardinal Borromeo, nel borgo di Cantù, lasciando senza manutenzione la basilica ed il battistero.
Il complesso viene venduto a fine 1700 a privati e cambia spesso di proprietà, diventando un'abitazione colonica, in cui vennero costruiti internamente ballatoi, scale e tramezzi.
Ad inizio '900 venne prima studiato da don Carlo Annoni e poi acquistato nel 1907 dal Comune di Cantù, che inizia il restauro dell’edificio.

Facciata e lato sud
Nel 1934 la basilica di San Vincenzo, senza più la navata minore, crollata nel 1835, ed il campanile, demolito in seguito, viene riconsacrata dal cardinal Schuster.
Negli anni successivi si effettuarono diversi restauri, che interessarono affreschi e tetto e venne inoltre eseguita una campagna di scavi archeologici.

L'affresco che raffigura Ariberto con il modello della chiesa
L’abside centrale è caratterizzata esternamente da lesene che incorniciano le finestre dell’abside e, più in basso, quelle della cripta. Anticamente davanti alla basilica si aveva un quadriportico, come testimonia l’affresco in cui Ariberto tiene in mano il modello della chiesa con torre campanaria e portico e alcuni resti di elementi architettonici presenti in facciata.

L’interno è dominato dall’alto presbiterio sotto cui si stende la cripta costruita simultaneamente all’abside.
Le pareti della navata centrale sono sorrette da pilastri, semplici blocchi di pietra, su cui poggiano le arcate, mentre il grande arco, sul lato vicino alla facciata, fu aperto alla fine del XIV secolo.
In alto alcune delle finestre originarie vennero chiuse per aumentare la superficie da affrescare.
La cripta
La basilica di San Vincenzo è dotata di una cripta, con pianta ad oratorio, a cui si accede da una scala situata sotto l’ambone.
In corrispondenza dell’altro accesso forse esisteva un secondo ambone, da cui si leggeva l’epistola, ridotto poi alle forme attuali.


Madonna del LatteL'interno della cripta è decorata con simboli e affreschi: sulla parete, vicino alla scaletta a sud, si trova l’immagine di una venerata "Madonna del latte", forse dell’inizio del XIV secolo.
Su
lle paraste, che reggono gli archi delle campate, si trovano affreschi di Santi riconducibili alla metà del XIII secolo.
Dirimpetto alla "Madonna del latte" erano presenti affrescati un "Santo vescovo tra due diaconi", il cui dipinto è stato staccato ed è ora posizionato sulla controfacciata, riconducibili al secondo quarto del XIV secolo.

Uno dei capitelli della cripta La cripta è divisa in tre navate da quattro colonne con capitelli risalenti ad un periodo compreso tra la fine dell’VIII ed il IX secolo; le campate irregolari sono coperte da volte a crociera.
Nella cripta Ariberto mise, in occasione della consacrazione del 1007, le spoglie di Sant’Adeodato, dei sacerdoti Ecelesio e Manifredo e del diacono Savino, già sepolti nella chiesa preesistente.

Interno della chieas

Gli affreschi contenuti nella basilica di San Vincenzo sono un’alta testimonianza della pittura degli inizi dell'anno 1000 e sono eseguiti in due momenti diversi tra loro di cui il più antico, terminato nel 1007, coincide con l'abside maggiore.



L'affresco sulla volta Sulla volta è raffigurato un grande Cristo in piedi affiancato dagli arcangeli Michele e Gabriele e, più in basso, dai profeti Geremia ed Ezechiele; dietro ad essi schiere di santi e sante che portano palme e corone imperiali.
In basso, tra le finestre, è raffigurato il "Martirio di San Vincenzo di Saragozza", con la storia che si svolge partendo da sinistra.

A destra c’è l’affresco, strappato intorno al 1850 e risistemato in loco dopo il restauro, che raffigura Ariberto con il modello della chiesa da lui modificata, a fianco a lui sant'Adeodato.

Affreschi sul parapettoSull’arcone trionfale, a sinistra, si ha l’"Ascensione di Elia", mentre sulla destra probabilmente poteva esserci raffigurato Giona.

Sul parapetto vi è un affresco della fine del XIII secolo raffigurante da destra a sinistra: l’Arcangelo San Michele, San Pietro, la Madonna col Bambino, S. Paolo, S. Vincenzo, S. Ambrogio e S. Adeodato.

Affreschi della navata destraLe navate si presentano decorate secondo tre registri sovrapposti e secondo lo schema di disposizione dei fedeli e rappresentano storie bibliche e di santi e sono di poco successivi al 1007. Sulla parete sinistra sono ritratte "Eva con Adamo" in alto, "Santa Giuditta" e "Santa Margherita", mentre sulla parete destra vi è la storia di "Sansone", in alto di "San Cristoforo", di cui rimane un enorme immagine al L'affresco sulla controfacciatacentro della parete.

Sulla controfacciata si conserva l’affresco coi Santi raffigurante "Maria Maddalena, Veronica , Orsola e Primo", dipinti intorno alla metà del XIV secolo.

 

 

Battistero di San Giovanni Battista

Pianta del Battistero di San Giovanni Battista



Il battistero dedicato a San Giovanni Battista venne eretto verso la fine dell' XI secolo, dopo la consacrazione della basilica fatta da Ariberto.



Il battistero di San giovanni Battista

In passato i due edifici erano collegati fra loro tramite un porticato, distrutto con l’abbattimento o il crollo della navata destra della chiesa, ove si celebravano i riti preliminari del battesimo, che vennero svolti qui fino al secolo XVI.


Interno del battistero Il battistero ha pianta quadrata, con quattro grandi semicircoli per lato. Tramite due scale, realizzate nel muro perimetrale, si raggiunge la soprastante galleria, il matroneo, destinato ad accogliere i devoti, le donne e coloro che assistevano alla cerimonia del battesimo.
Sopra la galleria si aprono quattro finestre.
Il battistero è concluso superiormente da una cupola ad otto spicchi che corrisponde, esternamente, ad un tiburio ottagono.

Decorazioni I lacerti di affreschi rimasti ritraggono un "Ragazzo con candela in mano", nel matroneo, ed il cielo stellato nella volta, che risale probabilmente al '500.

Al centro si trova un vaso di serizzo, ricavato da una grossa macina di epoca romana, che serviva per raccogliere l’acqua battesimale.

 

Piante della chiesa tratte da: S. Bozzoli, G. Sanci, Guida al Romanico in Brianza, Graffiti Edizioni, Giussano (MI), 1989




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