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GRAVEDONA - Chiesa di Santa Maria del Tiglio

GRAVEDONA - Chiesa di San Vincenzo

GRAVEDONA - Chiesa dei SS. Gusmeo e Matteo



GRAVEDONA - Chiesa di Santa Maria del Tiglio

Pianta della Chiesa di Santa Maria del TiglioEdificio battesimale della Pieve ricostruito nella prima metà del secolo XII su un precedente battistero paleocristiano, del V secolo, dedicato a S. Giovanni Battista, del quale, durante i lavori di restauro effettuati nel 1953 fu rinvenuta la planimetria completa e lacerti di mosaico (secolo V d. C.).



Facciata della Chiesa di Santa Maria del TiglioÈ il monumento più importante di Gravedona, interamente costituito con marmi bianchi e neri (nero di Olcio e bianco di Musso) conci scolpiti in facciata e, al centro della facciata, il campanile, posteriore, con bifore e trifore sotto la cella campanaria realizzata nel XVIII secolo.

L'edificio si presenta come un corpo quadrato e triabsidato, caratterizzato dalla forma ottagona del campanile che s'imposta a base quadrata sulla facciata. Fasce bianche e nere segnano orizzontalmente il perimetro esterno dell'edificio, impreziosito dalla decorazione ad archetti pensili e dentelli e dalla scansione delle lesene. Raffinata la soluzione delle tre absidi dove gli archetti sono a doppia ghiera e poggianti su semicolonne addossate a lesene.

Controfacciata con l'affresco del Giudizio UniversaleL’interno, ad un’unica navata, è abbellito da logge, archi a tutto sesto, affreschi del XII e XIII secolo ed arredi sacri di pregevole fattura.
Fra tutti gli affreschi il più interessante, posto a sinistra dell’ingresso, è sicuramente quello che raffigura il "Giudizio Universale": sotto una composizione “a registro” si hanno i sette vizi e le sette virtù, mentre la Gerusalemme celeste raffigurata ricorda il borgo gravedonese.


Affresco rappresentante la vita di San GiulianoNella zona absidale sono ancora visibili gli affreschi di “San Giovanni Battista”, seguono “I Re Magi”, un “Crocefisso” e una “Trinità”, “L’Adozione dei Magi”, “La Vergine tra San Nicola, un committente e un altro Santo”, “San Gottardo”, “Santo Stefano”, “San Cristoforo”, la “Madonna con Bambino”, “Sant’Anna” e “San Giuliano”.

Ara romana murata all'interno della Chiesa di Santa Maria del Tiglio Presso la nicchia vi è un’ara romana, poco più in alto troviamo un loggiato che si può ricondurre ai matronei, al centro della chiesa, ad un livello più basso del pavimento attuale, un’incisione indica forma e dimensioni del primitivo fonte battesimale ad immersione, mentre un crocifisso ligneo del sec. XII è situato a lato dell’entrata.



GRAVEDONA - Chiesa di San Vincenzo

La collegiata di San Vincenzo, fu eretta in forme romaniche intorno al 1072 su una basilica paleocristiana a tre navate e tre absidi del V secolo.
Pianta della criptaDel vecchio edificio romanico sono ancora visibili parti delle murature esterne e delle absidi, con la cripta, dedicata a Sant’Antonio, che potrebbe essere l’originaria zona presbiteriale, poi innalzata per le frequenti inondazioni lacuali.
Nella cripta romanica è visibile un'antichissima pavimentazione, che rimanderebbe forse all'esistenza di un tempio pagano.

La parrocchiale fu sottoposta a lavori di ristrutturazione nel 1600 e, nel 1726, fu aggiunto all’esterno l’armonioso porticato a due ali che ingloba i due oratori di San Michele, divenuto della Confraternita del SS. Sacramento e quello di Santa Marta, sopra cui c’era il “Lazzaretto”.

Notevoli sono gli arredi intagliati barocchi della sacrestia, così come sono di gran pregio i dipinti e le altre opere mobili presenti all’interno della chiesa.
Nella cappella di San Francesco c’è il dipinto ad olio di “S. Francesco che riceve le stimmate”, mentre in quella a fianco si trova “La Crocifissione tra i disciplini” e nella terza la tela con “San Gerolamo”.
Nella cappella di San Biagio è conservata una tela seicentesca con un “Miracolo del Santo”, mentre in quella dedicata a San Giuseppe troviamo una pala della “Sacra Famiglia, con il Padre Eterno e lo Spirito Santo” attribuita a Giovanni Baglione.
Di particolare pregio anche il paliotto in scagliola con una decorazione floreale, posto sopra un altare laterale.
Le tele presenti nella chiesa raffigurano “San Vincenzo davanti al sultano” e il “Martirio del Santo”, e risalgono al 1735.



GRAVEDONA - Chiesa dei SS. Gusmeo e Matteo

Vista del fianco della Chiesa dei SS. Gusmeo e MatteoLa chiesa dei SS. Gusmeo e Matteo, pur conservando elementi della sua nascita romanica è stata restaurata e modificata nel sec. XVI.

La chiesa è circondata da un parco di platani e, per tradizione, eretta sul luogo dove furono martirizzati e sepolti Gusmeo e Matteo, i cui corpi furono ritrovati verso la metà del duecento.
L’antico edificio alto-medioevale, originariamente dedicata a San Fedele, doveva essere a pianta centrale polilobata per la sua funzione di mausoleo.

Chiesa dei SS. Gusmeo e MatteoNel 1533 dopo averne invertito l’orientamento, aggiungendo un elegante pronao appoggiato su colonne ed un presbiterio, l’edificio fu intitolato ai due martiri.
Internamente di grande importanza è “la Gloria di Dio Padre e degli Angeli”, affresco del 1608 di Giovanni Mauro della Rovere, detto il Fiammenghino, situato sulla volta del presbiterio.

Più tarde sono invece le tele alle pareti con il “Giudizio dei SS. Gusmeo e Matteo”, il “Martirio dei Santi”, il “Trasporto delle reliquie” ed il “Cristo della passione”.

 

Pianta della chiesa tratta da: M. Magni, Architettura romanica comasca, Casa editrice Ceschina, Milano, 1960




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